terapia familiare

“Più si riesce
a guardare indietro,
più avanti si riuscirà
a vedere.” 

– W. Churchill

Terapia familiare

Che cos’è la terapia familiare?

La terapia familiare è un modello di intervento psicoterapeutico che interviene sulle dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia cercando di apportare un beneficio sia alla famiglia nel suo complesso che ai singoli individui che la compongono.

La terapia familiare “sistemico-relazionale”

Il modello di intervento da me utilizzato è quello sistemicorelazionale che considera la famiglia una risorsa primaria, un sistema in cui ogni membro familiare viene considerato in connessione con gli altri e in cui al cambiamento di un elemento consegue il cambiamento degli altri elementi del sistema familiare. In quest’ottica ogni azione è la reazione a un’altra azione e ciò conduce a una complessità di influenze reciproche.

Salvador Minuchin (1974) descrive infatti la famiglia come una struttura nella quale sono rintracciabili sottosistemi (quello coniugale, quello genitoriale, quello dei figli, quello dei fratelli, quello dei nonni, etc). La famiglia viene vista come un insieme definito da regole costituito da persone.

Quando è indicata la terapia familiare?

La terapia familiare è indicata in tutte quelle situazioni che presentano una crisi nei rapporti, disarmonie relazionali, un disagio di uno dei membri con un impatto su tutta la famiglia, quando si verifica un evento stressante che coinvolge l’intero nucleo familiare o quando a manifestare il disagio sono bambini o adolescenti.

Durante il ciclo vitale della famiglia si presentano infatti degli eventi nodali che vanno a stressare la normale vita familiare, creando una discontinuità e richiedendo quindi una riorganizzazione della stessa. Questi eventi possono essere di tipo paranormativo, ovvero riguardare tutto ciò che nel ciclo vitale, dalla nascita alla morte, può capitare ad una famiglia ma non può essere previsto, come ad esempio la morte di un familiare, una separazione, un divorzio; oppure di tipo normativo quando sono eventi prevedibili, come un matrimonio o la nascita di un figlio. I primi naturalmente, per l’eccezionalità e la traumaticità dell’evento, presentano un forte potere destabilizzante per l’intero nucleo familiare.

Quando sono presenti conflitti che tendono a disgregare il sistema familiare questi creano una profonda tensione emotiva e possono essere vissuti in termini drammatici anche da un solo membro della famiglia, che diventa così il portatore del sintomo e che distoglie i membri della famiglia dall’affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l’attenzione su di sé.

Il sintomo ha quindi una doppia valenza: segnala alla famiglia l’esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende innocuo il suo potere distruttivo, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni degli altri membri.

Come si svolge la terapia familiare?

L’obiettivo principale della terapia familiare è quello di modificare le modalità relazionali disfunzionali del sistema familiare e fornire una chiave di lettura più completa. Il lavoro psicoterapeutico non è rivolto al trattamento del sintomo presentato, ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.

La terapia familiare opera quindi su 4 livelli di osservazione:

  • la storia tri-generazionale (nonni-genitori-figli);
  • l’organizzazione relazionale e comunicativa attuale;
  • la funzione del sintomo del singolo individuo nel contesto familiare;
  • la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo.

Dopo alcuni incontri conoscitivi (3-4) vengono concordati con i membri della famiglia gli obiettivi,  i tempi e i modi in cui si svolgerà il percorso. Possono essere previsti anche alcuni incontri individuali, con i figli o con i genitori. In alcuni casi vengono prescritti alcuni compiti da svolgere a casa.

Per richiedere un primo incontro sulla terapia familiare contattami per fissare un appuntamento a Formia.

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